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Perché la proposta della Lega è solo propaganda

La differenza di risorse disponibili tra una grande città e un Comune di medie dimensioni spiega alla radice perché la proposta della Lega Nord di istituire un fondo per il risarcimento delle vittime di furti non è praticabile a Castelfranco Emilia e risulta, pertanto, solo propaganda politica. In questa nota spieghiamo quali siano, invece, a nostro giudizio le azioni più efficaci in tema di sicurezza:

“A seguito della mozione presentata dalla Lega Nord che chiede la creazione di un fondo destinato al risarcimento delle vittime di furti, il Pd di Castelfranco Emilia tiene a sottolineare alcuni fattori per i quali la proposta risulta, a proprio avviso, impraticabile. In sostanza, così com’è formulata, la proposta leghista sembra più propaganda politica che non uno strumento concreto per risolvere le problematiche legate alla sicurezza. Esistono certamente Comuni che hanno provveduto alla creazione di fondi similari, anche realtà a noi vicine come Modena e Bologna, ma è d’obbligo sottolineare la differenza in tema di risorse economiche disponibili fra una grande Città e un medio Comune comeCastelfranco Emilia. Da noi, l’Amministrazione comunale, con il fondamentale apporto e la collaborazione delle associazioni e degli altri enti del Terzo Settore del territorio, sta indirizzando i propri sforzi economici e la propria azione in altre direzioni, piuttosto che limitarsi a distribuire a “pioggia” pochi euro alle vittime di furto che non servirebbero nemmeno a sostituire la serratura o gli infissi rotti. Anche questa è un’assunzione di precise responsabilità verso i cittadini. Noi i soldi li vogliamo investire, ad esempio, per installare i varchi che impatteranno su tutto il territorio aumentando di molto il controllo dei flussi veicolari e stringendo ancora di più le maglie della rete di prevenzione a disposizione di tutti. Piuttosto, sul tema risarcimento vittime, si dovrebbe parlare, magari, di enti sovraordinati che dovrebbero omogeneizzare gli interventi su tutto il territorio provinciale, regionale o nazionale. La politica della “macchia di leopardo” in questo caso specifico (vista la diffusione) non può essere una risposta di un Comune come il nostro al quale spetta di continuare con determinazione il percorso della conoscenza e consapevolezza del cittadino, coinvolgendolo nelle attività di prevenzione”

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