Bene costruzione di un nuovo impianto sportivo

All’interno della vasta e sempre più attiva opera di miglioramento dei servizi a disposizione della cittadinanza, il Consiglio comunale di Castelfranco Emilia ha approvato un’importante convenzione che concede un terreno di proprietà comunale in diritto di superficie alla Parrocchia di Santa Maria Assunta per la costruzione di un nuovo impianto sportivo all’avanguardia che sostituirà il Centro Sportivo Don Roncagli, interessato dall’ampliamento del centro Coop Le Magnolie. La dichiarazione del capogruppo Pd in Consiglio comunale a Castelfranco Emilia Giovanni Marrone:

“La nuova convenzione votata dal solo Partito Democratico mette a disposizione un terreno pubblico per uso e fini di interesse sociale. In sede di Consiglio Comunale, le opposizioni, al contrario, hanno preferito votare contro, come ha fatto la Lega Nord, oppure hanno preferito non partecipare al voto, nascondendo il proprio voto contrario adducendo motivazioni inutili e vaghe e barattando aspetti di dettaglio formale al solo fine di impedire l’attuazione di un’azione così importante per la città e i cittadini diCastelfranco Emilia, che meritano il consono mantenimento e l’implementazione degli impianti sportivi che accolgono migliaia di bambini, adulti e anziani ogni anno, anche attraverso l’azione congiunta tra amministrazione pubblica e soggetto privato.”

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Perché la proposta della Lega è solo propaganda

La differenza di risorse disponibili tra una grande città e un Comune di medie dimensioni spiega alla radice perché la proposta della Lega Nord di istituire un fondo per il risarcimento delle vittime di furti non è praticabile a Castelfranco Emilia e risulta, pertanto, solo propaganda politica. In questa nota spieghiamo quali siano, invece, a nostro giudizio le azioni più efficaci in tema di sicurezza:

“A seguito della mozione presentata dalla Lega Nord che chiede la creazione di un fondo destinato al risarcimento delle vittime di furti, il Pd di Castelfranco Emilia tiene a sottolineare alcuni fattori per i quali la proposta risulta, a proprio avviso, impraticabile. In sostanza, così com’è formulata, la proposta leghista sembra più propaganda politica che non uno strumento concreto per risolvere le problematiche legate alla sicurezza. Esistono certamente Comuni che hanno provveduto alla creazione di fondi similari, anche realtà a noi vicine come Modena e Bologna, ma è d’obbligo sottolineare la differenza in tema di risorse economiche disponibili fra una grande Città e un medio Comune comeCastelfranco Emilia. Da noi, l’Amministrazione comunale, con il fondamentale apporto e la collaborazione delle associazioni e degli altri enti del Terzo Settore del territorio, sta indirizzando i propri sforzi economici e la propria azione in altre direzioni, piuttosto che limitarsi a distribuire a “pioggia” pochi euro alle vittime di furto che non servirebbero nemmeno a sostituire la serratura o gli infissi rotti. Anche questa è un’assunzione di precise responsabilità verso i cittadini. Noi i soldi li vogliamo investire, ad esempio, per installare i varchi che impatteranno su tutto il territorio aumentando di molto il controllo dei flussi veicolari e stringendo ancora di più le maglie della rete di prevenzione a disposizione di tutti. Piuttosto, sul tema risarcimento vittime, si dovrebbe parlare, magari, di enti sovraordinati che dovrebbero omogeneizzare gli interventi su tutto il territorio provinciale, regionale o nazionale. La politica della “macchia di leopardo” in questo caso specifico (vista la diffusione) non può essere una risposta di un Comune come il nostro al quale spetta di continuare con determinazione il percorso della conoscenza e consapevolezza del cittadino, coinvolgendolo nelle attività di prevenzione”

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Una città lungimirante in tema sicurezza a Castelfranco Emilia

Sicurezza a Castelfranco Emilia

Castelfranco Emilia è uno dei cinque Comuni della provincia di Modena che si era dotato di uno specifico Regolamento che consente ora di applicare i nuovi provvedimenti in maniera automatica. A sottolineare il valore a la lungimiranza di una scelta fatta dall’Amministrazione comunale già nel 2015 è il segretario comunale del Pd Matteo Benuzzi che ribadisce: “La prevenzione la si può fare e fare bene: basta volerlo”. Ecco la sua dichiarazione:

 

“Pensiamo sia importante sottolineare quanto è stato opportuno ed utile approvare nella città di Castelfranco Emilia il Regolamento per lo svolgimento dei pubblici spettacoli. Il nostro, ricordiamo, è uno dei pochi Comuni della provincia di Modena che già nel 2015 aveva adottato questo strumento, proposto dall’Amministrazione e votato da tutto il Consiglio, che ha fra gli obbiettivi quello di investire nella prevenzione e di elevare il livello di sicurezza delle numerose manifestazioni che si svolgono sul territorio comunale.

Allora alcuni consiglieri espressero con tono molto critico forti perplessità su questo tema durante la discussione generale in Consiglio comunale. Perplessità che, stante il contesto nel quale ora ci troviamo, speriamo siano superate dai fatti che ci consentono oggi di svolgere, ad esempio, la Sagra del Tortellino senza particolari problemi o rischi di annullamento a causa del non rispetto della Circolare Gabrielli.

Data la organicità di tale strumento teniamo a ricordare che le associazioni e tutti gli organizzatori sono accompagnati nel percorso di rispetto di tale atto dal servizio Coordinamento Eventi dell’Amministrazione comunale che, in collaborazione con il Servizio Tecnico, garantisce un supporto concreto in particolare nella redazione della documentazione, sia nella fase progettuale sia nella fase dello svolgimento della manifestazione.

La Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, prevista dal Regolamento, assume una duplice funzione: una di controllo, ma anche e soprattutto una di indirizzo e di educazione sui temi legati alla sicurezza a Castelfranco Emilia, a maggior ragione dopo le ultime già citate disposizioni in materia emanate dal Ministero degli Interni e dal capo della Polizia Gabrielli. Proprio grazie al Regolamento queste disposizioni hanno trovato immediata applicabilità sul territorio di Castelfranco Emilia permettendo così lo svolgimento di tutte le iniziative programmate e non.

Questo, a distanza di tempo, conferma in maniera tangibile la corretta scelta dell’Amministrazione comunale di proporre al Consiglio il Regolamento in questione, con queste caratteristiche, prima di molti altri Comuni (Castelfranco Emilia è stata la seconda città della provincia a dotarsene e ad oggi su 47 Comuni solo 5 ne sono dotati) e conferma anche la scelta corretta adottata da tutto il Consiglio Comunale di approvarlo.

Rispettare le indicazioni dettate dal Regolamento è certamente un sacrificio ma anche una ferma e concreta risposta in termini di educazione e prevenzione. Questa città sta dando riprova, con strumenti come questi, che la prevenzione la si può fare e fare bene: basta volerlo”.

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Volontari e incassi, Bosco Albergati in linea con l’anno scorso

Con il tradizionale spettacolo di fuochi artificiali ha chiuso i battenti, la sera di lunedì 7 agosto, la Festa de l’Unità di Bosco Albergati, località al confine tra Modena e Bologna. “Siamo soddisfatti – commenta il segretario del Pd di Castelfranco Emilia Matteo Benuzzi – la Festa è andata bene, peccato per questa ultima settimana di grande caldo che ha interrotto un trend di crescita che ci aveva fatto sperare in un risultato inaspettato”. I numeri degli incassi sono chiari. Nel 2016, anno in cui si era registrata una crescita di presenze e di introiti, la Festa aveva incassato un milione e 255mila euro, però con una serata di attività in più (con il segretario Renzi) e un ristorante in più rispetto al 2017. Quest’anno la Festa chiude, quindi, bene, con entrate complessive pari a un milione e 192mila euro. Molto buone anche le presenze, pur un po’ penalizzate nell’ultima settimana di caldo insostenibile: sono passate dalla Festa, sulla base del calcolo dei biglietti dei parcheggi, ben 95mila persone. “Già da subito la Festa aveva registrato un trend costante di crescita che ci aveva piacevolmente sorpresi – aggiunge Moris Saguatti, responsabile allestimento della Festa – a conferma che le novità introdotte in questi ultimi anni, soprattutto quelle pensate per le famiglie, hanno raccolto il gradimento dei nostri visitatori. Da martedì scorso, il rialzo inclemente delle temperature ha finito con erodere il vantaggio che avevamo accumulato. A conferma di quanto incida il clima, nella serata di chiusura, con una temperatura più gradevole, abbiamo di nuovo fatto il pienone, come capita solo il sabato sera”. Anche le vicissitudini politiche attraversate dal partito nell’ultimo anno non hanno inciso sulla capacità organizzativa della Festa: il sabato sera, momento di maggior afflusso di visitatori, la Festa ha visto una media di 400/420 volontari al lavoro, tra cui ricomincia a crescere la presenza di giovani, compresi il gruppo organizzato dei Gd. “Dobbiamo ringraziare innanzitutto i nostri volontari per il fatto che, anche quest’anno, la Festa si è confermata punto di incontro, confronto, e convivialità – conferma Matteo Benuzzi – Le iniziative politiche sono state, mediamente, molto partecipate, sia quelle con ospiti nazionali come il segretario del Pd Matteo Renzi e i due ministri Orlando e Poletti, ma anche quelle incentrate sui temi locali, come, ad esempio, le politiche per la salute, a dimostrazione che c’è ancora voglia di discutere e approfondire”. Tra le novità introdotte nell’edizione 2017 della Festa, buon successo di pubblico hanno registrato l’adventure park e la piccola fattoria degli animali, come anche l’escape room. Le preferenze culinarie dei presenti si sono indirizzate, prevalentemente, verso un’offerta gastronomica di qualità, mentre la Balera sembra vivere una fase di stanca. “Faremo tesoro delle indicazioni arrivateci dai nostri visitatori – conclude Moris Saguatti – per tornare, il prossimo anno, con una proposta ancora migliorativa”.

 

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Insulti fascisti all’ANPI per la pastasciutta antifascista: Ferma condanna

Il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi e il segretario comunale del Pd di Castelfranco Emilia Matteo Benuzzi stigmatizzano gli insulti di stampo neo-fascista piovuti via social sull’evento “Pastasciutta antifascista” organizzato dalla sezione Anpi di Castelfranco Emilia e dal presidio Libera Mancini-Vassallo, per la giornata di martedì 25 luglio, presso il parco Ca Ranuzza, in ricordo di quella pastasciutta che i Cervi e i loro compagni offrirono alla cittadinanza quando si diffuse la notizia che Mussolini era stato arrestato. Ecco la loro dichiarazione:

“Offese dai toni grevi e di chiaro stampo neo-fascista sono arrivate, in poche ore, via social, alla notizia che il 25 luglio, a Castelfranco Emilia, si terrà una pastasciutta antifascista. Com’è noto, il 25 luglio del 1943, quando si diffuse la notizie dell’arresto di Mussolini, molti sperarono che volesse dire la fine della guerra e della dittatura. Non fu così, ma la pastasciutta all’aperto a Campegine, offerta dai Cervi, significava potersi tornare a radunare in piazza liberamente, senza paura e in solidarietà con i cittadini, dopo anni di soprusi, violazioni dei diritti dei singoli e delle collettività associate. Avvilisce che questo significato e questi valori, che dovrebbe accomunare tutti e che sono alla base della nostra storia democratica, vengono oggi messi in discussione, se non addirittura, da alcune frange, completamente rigettati. Come Partito democratico, ribadiamo che valori come democrazia, libertà, uguaglianza e rispetto dei diritti costituiscono l’essenza stessa del nostro essere comunità. Sottoscriviamo, quindi, quanto dichiarato da Anpi e Libera, organizzatori della Pastasciutta antifascista di Castelfranco Emilia, che sottolineano come “Ora come allora, è fondamentale riprendersi gli spazi che i nuovi fascismi e le mafie costantemente ci sottraggono”.

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Raccolta differenziata a Castelfranco Emilia: verso l’80%

Raccolta differenziata a Castelfranco Emili

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Raccolta differenziata a Castelfranco Emilia

Da circa tre mesi è stata completata la diffusione, sull’intero territorio comunale, del nuovo modello di raccolta stradale dei rifiuti. Esso è basato sulle mini-isole stradali a tessera e sul sistema “Porta a Porta” in campagna e nelle aree produttive.

E’ già possibile quindi effettuare un primo bilancio dei risultati conseguiti con l’applicazione di questo modello attualmente in diffusione anche in altre realtà come i comuni di Ferrara e di Imola.

I primi esiti sono assolutamente incoraggianti. I valori ad oggi raggiunti sono già in linea con gli obiettivi fissati dalla normativa regionale.

Stanno trovando concretizzazione gli sforzi tesi a realizzare:

  1. Il contenimento della produzione complessiva di rifiuti.
  2. L’incremento quali-quantitativo della raccolta differenziata (con valori medi comunali vicini all’80%).
  3. L’incremento della pratica del riuso (dando una seconda vita agli oggetti) con un crescente utilizzo del Centro “Il Passamano”.
  4. L’incremento dei conferimenti di materiali ai Centri di Raccolta con la possibilità di poter utilizzare, oltre al CDR della zona industriale La Graziosa e di via Canale, anche quelli dei Comuni di Modena, Bastiglia, Bomporto e Campogalliano.

Si tratta di risultati concreti raggiunti grazie all’impegno di tanti cittadini. Cittadini che, con grande senso civico e nonostante le tante difficoltà riscontrate durante questo periodo di sperimentazione, stanno accompagnando l’Amministrazione comunale nel percorso di transizione iniziato nel 2015.

Come Partito Democratico sosteniamo al 100% questa transizione verso un nuovo modello di igiene urbana.

Ora è fondamentale realizzare i seguenti ulteriori obiettivi:

  1. L’applicazione della tariffazione puntuale a partire dal 1 gennaio 2018.
  2. L’applicazione di un meccanismo tariffario e regolamentare in grado di discriminare, anche dal punto di vista economico, i comportamenti virtuosi dai comportamenti non virtuosi.
  3. Una campagna costante di formazione e informazione per i cittadini e per le imprese.
  4. L’applicazione di azioni mirate di repressione nei confronti dei comportamenti scorretti che ricadono sull’intera collettività.
  5. L’ulteriore miglioramento del servizio grazie all’elasticità permessa dal modello di raccolta.

Si tratta di obiettivi importanti, correlati alle scelte in materia di igiene ambientale sin qui intraprese e che differenziano chi attua scelte concrete per il benessere della propria collettività e chi invece si limita a fare “molta teoria ma poca pratica”.

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Casa della Salute di Castelfranco: la salute non demagogica

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Casa della salute di Castelfranco

Casa della Salute di Castelfranco

Quali sono i reali bisogni di salute dei cittadini? Quali le modalità e le tecniche di risposta? E quali le nostre aspettative?

Partiamo dalla fine. Sempre più oggi ci aspettiamo tutto, subito e perfetto, anche in tema sanità. E mentre crediamo sia legittimo aspettarsi il meglio soprattutto se parliamo delle nostra salute o dei nostri cari, crediamo vado aperta una riflessione sulla demagogia che spesso accompagna le nostre richieste.

I medici e i tecnici, forniscono letture accurate dei bisogni di salute fotografando una popolazione sempre più anziana e con problemi non acuti ma di cronicità. Abbiamo cittadini con più problemi di salute, multimorbosità e diverse patologie che devono trovare un equilibrio nel loro trattamento.

Le nostre famiglie sono sempre più “corte” e alla ricerca di servizi modulari e flessibili. Se guardiamo alle famiglie con bambini siamo molto concentrati a proteggere. La vicenda dei vaccini, ormai nella cronaca quotidiana, è emblematica di una iperprotezione fine a se stessa, anche senza fondamento scientifico. Ed una politica dai toni esasperati e contrapposti che non aiuta a fare un passo in avanti.

In questo succinto quadro culturale e sociale dobbiamo costruire risposte adeguate. Servizi adeguati vicini ai cittadini per le cronicità, vicini per creare risposte miste tra servizi sanitari, sociali e assistenziali. Queste sono le opportunità che si stanno creando, e che si devono ancora continuare a costruire, all’interno delle Case della Salute con la collaborazione di professioni mediche, infermieristiche e sociali.

Le case della salute sono un modello di rilancio della sanità. Con paradigmi nuovi, con professioni integrate e con risposte multiple ai nuovi bisogni. Per troppo tempo abbiamo investito troppo su ospedali e meno sui servizi territoriali, lasciando più sole le famiglie con bisogni di cronicità e assistenza.

La scelta di dirottare risorse verso le Case della Salute ha come obbiettivo il superamento di questo gap. La risposta ai nuovi bisogni, senza cedere alle malinconie e investendo sulle specializzazioni. Al fianco di questo percorso tecnico, di diverse professioni e di nuove opportunità in termini di servizi, è necessario costruire un percorso culturale, sano, di fiducia e di confronto continuo tra i cittadini.

Questo per creare e tenere insieme le opportunità vere che già abbiamo e che a volte non vediamo. Per chiedere sempre il meglio, anche dalla nostra sanità in modo sostanziale e non demagogico.

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